Coronavirus, Fase 2: gli psicologi





Coronavirus, Fase 2: gli psicologi























scendono in campo




Occorrono programmi diffusi di prevenzione e forme agili per l’erogazione di interventi psicologici



La pandemia ha stravolto le nostre esistenze. Il timore del contagio da Coronavirus, l’alto numero di decessi, il bombardamento di fake news diffuse sui social, le misure restrittive stabilite dal Governo, le nuove abitudini, il distanziamento sociale, l’uso di dispositivi di protezione individuale hanno condizionato la nostra quotidianità ed hanno avuto su molti un forte impatto psicologico.
Per venire in soccorso dei cittadini e tutelare la salute di coloro che sono stati chiamati a trovare una ‘nuova normalità’ post-lockdown, ventiquattro società scientifiche di settore hanno annunciato un patto di collaborazione al fine di consentire alla categoria di psicologi di garantire assistenza a chi ne ha bisogno.
Fra le priorità indicate, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, c’è anche “la necessità di programmi diffusi di prevenzione e di forme agili di erogazione di interventi psicologici alle fasce fragili, mediante convenzioni e bonus sufficienti per l’accesso a prestazioni psicologiche e psicoterapiche presso i liberi professionisti”.
Le 24 società alleate sono iscritte nell’elenco delle associazioni scientifiche presso il ministero della Salute e fanno parte della Consulta nazionale promossa dall’Ordine degli psicologi. Sottolineano per prima cosa “il carattere prioritario e urgente della massima integrazione/implementazione delle competenze psicologiche nelle diverse aree della sanità, (medicina di base adulti e pediatrica, pronto soccorso, reparti ospedalieri, servizi territoriali), nella scuola, nei servizi sociali e del welfare, nel mondo del lavoro”. Evidenziando appunto l’opportunità di pensare a strumenti volti a favorire l’accesso dei più fragili alle prestazioni dei ‘dottori della mente’.
L’Ordine nazionale degli psicologi e le 24 società collaboreranno inoltre alla creazione di una banca dati ‘Scienze psicologiche per la pandemia‘, promossa dal Cnop (Consiglio nazionale Ordine psicologi) – spiega una nota – e “implementata dai materiali prodotti dalle società e da ogni utile riferimento scientifico e operativo, con la funzione di consentire un punto di raccolta di dati e protocolli che saranno poi diffusi attraverso canali di comunicazione condivisi”.
Le scienze psicologiche, che si occupano dei processi psichici, delle emozioni e comportamenti, della soggettività e delle relazioni, del rapporto individuo-contesto, della costruzione degli equilibri adattivi nei diversi ambiti della vita – si sottolineanella nota – sono chiamate a dare “un importante contributo che costituisca un progetto condiviso a tutela del benessere psicologico e della salute delle persone”.
Per questo le 24 società scientifiche, “con il sostegno dell’Ordine degli Psicologi e in collaborazione con la psicologia accademica e di tutta la comunità professionale”, assicurano “l’impegno verso una puntuale azione di monitoraggio dei bisogni della popolazione con metodologie adeguate delle attività, sia in relazione alla rilevazione delle problematiche sia all’efficacia ed esiti degli interventi svolti; un’individuazione di linee guida, protocolli di intervento e buone prassi, con l’obiettivo di promuovere metodologie di intervento appropriate”.
Uno “sforzo di approfondimento conoscitivo delle scienze psicologiche“che “deve tuttavia trovare riscontro in adeguati provvedimenti delle autorità – concludono i protagonisti del patto – che consentano al Paese di potersi giovare degli interventi di prevenzione, protezione epromozione delle risorse, consulenza, sostegno, e cura, a livello individuale, organizzativo e collettivo, in riferimento all’ambito educativo sanitario, sociale e del lavoro”.


fonte:leggepertutti