Luciana Littizzetto e l'affido: i figli del cuore

"Ai tempi, non ero sposata e non potevo adottare. Così ho pensato all’affido. Avevo l’idea di accompagnare un bambino per un pezzo di strada.

Non era previsto ma erano due fratelli di 9 e 12 anni, non si potevano dividere. E io sono diventata mamma di colpo: erano due, tutto raddoppiato. E una volta che sei lì, che fai?

Tu vuoi fare la mamma più mamma che puoi, ma ti sembra di non riuscirci. Tutti ti danno consigli, io non capivo più niente. Quando si diventa mamma in maniera naturale le cose si imparano poco alla volta. Io a volte mi sentivo persa. Poi ho capito che bisogna fare la mamma come si è ed è andato tutto bene.

Mi dicono: non sono i tuoi figli, non li hai fatti tu. Ma cosa c’entra? I figli sono i figli del cuore, non solo i figli della pancia. Quelli che cresci, quelli per cui piangi, per cui sorridi, per cui sei preoccupata. Per me loro sono il senso della vita.

È stato difficile, ma l’affido è un’esperienza che rifarei tutta la vita".

Luciana Littizzetto


Storie di adozioni speciali

Da: www mammamatte.com