Messe e funerali,

cosa cambia nella Fase 2
Si potranno fare i funerali nella Fase 2? La CEI ha pronto un pacchetto di proposte per far ripartire la vita episcopale dal 4 maggio: ecco cosa potrebbe accadere a messe e riti religiosi.
a Conferenza Episcopale Italiana (CEI) sta già elaborando un preciso piano per far ripartire la vita episcopale durante la Fase 2 con “un pacchetto di proposte” che verrà illustrato questa settimana al Governo. Ad annunciarlo è il sottosegretario della CEI, don Ivan Maffeis:
“Con tutta l’attenzione richiesta dall’emergenza dobbiamo tornare ad abitare la Chiesa. Il Paese ne ha un profondo bisogno, c’è una domanda enorme e rispondere significa dare un contributo alla coesione sociale.”
L’esigenza di Don Maffeis nasce anche dalla necessità delle famiglie di dare un ultimo saluto ai propri cari deceduti a causa del coronavirus, che attualmente non possono assistere al funerale ma gli è concesso solamente un breve rito di sepoltura nei cimiteri:
“Non possiamo lasciare che una intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili”.
La Chiesa non chiede alcun tipo di sconto, ed è pronta ad attuare tutte le misure di prevenzione necessarie per far ripartire la vita religiosa, proponendo una serie di soluzioni in grado di permettere la celebrazione dei riti religiosi.
Messe e funerali, le proposte della Chiesa
Le proposte fornite dalla CEI sono ancora in fase di studio, ma i principi su cui si basano sono quelli del rispetto delle distanze, di l’igienizzazione delle strutture e dell’uso dei dispositivi di sicurezza come le mascherine ed i guanti.
Le cerimonie religiose, compresi i funerali e i matrimoni, potrebbero ripartire grazie all’aiuto di volontari che garantiscano il rispetto delle distanze di sicurezza e con la presenza dei soli parenti stretti.
Per quanto riguarda la celebrazione della messa, i primi progressi si vedranno già domenica 19 aprile, i vescovi hanno potuto celebrare la Settimana Santa con un minimo di persone, ossia un diacono, un servitore all’altare, un cantore, un organista e due operatori per la trasmissione del rito. Don Maffeis sostiene che non è possibile tornare indietro dal momento che “abbiamo dimostrato che si può celebrare in sicurezza”. Per il momento le chiese restano aperte ed è consentito recarvisi per celebrare la preghiera personale mantenendo la distanza di sicurezza dagli altri fedeli.
Funerali, una delle priorità per la CEI
Attualmente le limitazioni imposte per i funerali sono molto stringenti e non prevedono la celebrazione della messa, ma solamente il breve rito della sepoltura. Anche all’interno dei cimiteri i partecipanti sono tenuti a rispettare la distanza di sicurezza e le strette di mano per le condoglianze sono vietate. Anche i cortei funebri verso i cimiteri non sono permessi dal momento che prevedono un assembramento di persone non necessario.
Una delle priorità della CEI è proprio quella di poter celebrare nuovamente questa funzione religiosa, come sottolinea don Maffeis, chiaramente con l’introduzione di alcune limitazioni che garantiscano la sicurezza di tutti i partecipanti, eventualmente permettendo l’accesso al rito funebre solo ai parenti più stretti.
fonte:money