(di e foto Francesca Carlucci)
Il viaggio in Circumvesuviana resta, a furor di popolo, una delle esperienze più tempranti e traumatizzanti del panorama relativo agli spostamenti.
Tra una lamentela disperata e un ritardo abnorme con relativi appuntamenti saltati; tra svegliate all'alba per un treno alle 9.30 e un "prendo il treno prima per rincasare altrimenti rischio di restare qua"; tra un corso di trekking in loco causa avaria e treni soppressi come d'incanto; tra mancanza di materiale rotabile e incendi improvvisi, e via dicendo, il tutto condito da rumori sinistri per la serie "non so a che ora arrivo ma speriamo che ci arrivo", si può affermare senza ombra di dubbio che, se cerchi novità , la Vesuviana è il posto giusto: lì di sicuro non ci si annoia mai.
Da mesi e mesi ormai e fino ai giorni nostri c'è chi resta bloccato al buio per circa 40 minuti nella galleria tra Seiano e Meta con conseguenti angoscia e paura peggiorate dall'impossibilità a comunicare; chi vede il convoglio fermarsi e fare marcia indietro; chi raggiunge la stazione vicina a piedi sui binari (ne è un esempio - un esempio tra i tanti, sia chiaro - quello del mese scorso lungo la linea Baiano-Napoli quando il treno, partito da Baiano e diretto verso il capoluogo partenopeo, è andato in avaria a pochi metri dalla stazione di Piazza Garibaldi); chi vede una linea soppressa (attualmente Napoli-Poggiomarino dove Torre Annunziata è diventata il capolinea, gli altri comuni si arrangino con pullman sostitutivi); e c'è chi si imbatte in un treno che transita, come per le strade di Scafati, mentre il passaggio a livello è aperto.
Insomma, con la Circumvesuviana ce n'è per tutti i gusti e (purtroppo) l'elenco delle novità è in continuo aggiornamento.
Una vergogna dei trasporti della regione Campania.
Il fiore all'occhiello dei paesi vesuviani, una linea ferroviaria che potremmo definire turistica e attrattiva dal momento che è il principale mezzo di trasporto per raggiungere Napoli, Sorrento, città con i loro stupendi scavi archeologici (Torre Annunziata, Pompei, Ercolano, Boscoreale, Castellammare di Stabia), il Vesuvio e così via... che funziona (è il verbo appropriato?) in uno stato pietoso.
Tante, troppe domande affollano la mente mentre si riposa stremati e nervosi dopo un viaggio apocalittico quotidiano: di chi è allora la colpa? Quando migliorerà la situazione?
E soprattutto, i soldi dei viaggiatori che pagano il biglietto finiscono dove non vengono rispettati i diritti di chi usufruisce di un servizio?
