Appare come una reggia, l'Albergo dei Poveri di Napoli, l'imponente palazzo progettato nel 1749 da Ferdinando Fuga per conto di re Carlo III di Borbone, con lo scopo di accogliere i poveri del Regno.
Adibito, nel corso del tempo, a carcere, scuola di musica e per sordomuti, istituto di rieducazione e Tribunale per minorenni, vede nel presente nuova vita, come annunciato la settimana scorsa dal Sindaco Luigi de Magistris, con l'inserimento del progetto del Comune di Napoli (un investimento di 150 milioni di euro per interventi di consolidamento, riconfigurazione architettonica e restauro organizzati in 8 lotti) tra quelli destinatari del Recovery Plan.
Il Sindaco ha reso noto di aver "previsto che il Palazzo storico, bene comune dei napoletani, abbia funzioni museali, culturali, sociali, istituzionali e di formazione" per cui "è giusto riprenda a vivere e diventi finalmente un punto attrattivo e di riferimento per i cittadini e per tutti i visitatori".
Dal canto suo, anche l'assessore Alessandra Clemente ha espresso soddisfazione per l'interesse mostrato dal Governo, permettendo "alla città di avere un nuovo polo culturale e sociale, con spazi museali e di formazione" sottolineando anche l'importanza della "responsabilità di fare e di fare bene", compito della prossima amministrazione comunale che "avrà l’onore e l’onere di trasformare questi progetti in realtà e realizzare i modelli di gestione, di cura, funzionalità oltre che di sostenibilità ".
FRANCESCA CARLUCCI
foto: Corriere del Mezzogiorno
