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Anziani

» » » » » Il lager mascherato da clinica di riabilitazione

Vittime di maltrattamenti da parte di educatori e assistenti socio sanitari

Quello che i Carabinieri del Nas hanno scoperto al Centro di Riabilitazione “Eugenio Litta” di Grottaferrata (Roma) è un vero e proprio lager. 



16 ragazzi (di cui 5 al di sotto dei 14 anni) affetti da gravi ritardi mentali, ed altre disabilità psichiche e fisiche venivano maltrattati, seviziati ed insultati. Le telecamere dei Carabinieri del Nas hanno mostrato scene quotidiane raccapriccianti di pazienti disabili picchiati e ingozzati di cibo, rinchiusi per ore a chiave nelle loro stanze. Ignobili atti di violenza su giovani e bambini indifesi che erano lì per essere curati.


Le indagini sono iniziate grazie ad alcune denunce partite nei primi mesi del 2015 e hanno portato allo smascheramento di dieci aguzzini, sei “donne” e quattro “uomini” – le virgolette sono d’obbligo – accusati di maltrattamenti pluriaggravati e di sequestro di persona. Altri cinque sono indagati. 
Ma cosa succederà adesso? Pagheranno davvero e nella misura giusta per quello che hanno fatto, oppure tra qualche mese saranno tutti fuori, magari a lavorare con le stesse mansioni? 

Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute dichiara
«Ringrazio ancora una volta i Carabinieri del Nas, che proseguono l'azione intrapresa oltre due anni fa quando ho istituito presso il Ministero la task force contro gli abusi su anziani e disabili ospiti delle strutture socio assistenziali. Le indagini di Grottaferrata sono l'ennesimo risultato ottenuto grazie a uno sforzo quotidiano, che certifica le tante strutture che operano con rigore e smascherano questi teatri dell'orrore. A fronte di decine di controlli che ci forniscono esiti confortanti per i nostri cittadini, ogni volta che una vicenda come quella di oggi viene portata alla luce proviamo sentimenti di forte rabbia e indignazione. Per questo ribadisco ancora una volta che, insieme alla task force, è di fondamentale importanza l'approvazione del ddl che porta il mio nome, da due anni fermo in Senato. In esso è contenuta l'aggravante per chi commette reati all'interno delle strutture socio sanitarie. Aumentare di un terzo la pena per gli autori di gesti così ripugnanti credo sia il giusto segnale che dobbiamo dare in difesa dei nostri concittadini più fragili»


Ecco quindi che cosa dobbiamo sperare: che chi di dovere faccia la sua parte e si ponga così un freno a questi atti abominevoli verso pazienti ricoverati in strutture che dovrebbero prendersi cura di loro.

Anche i social rispondono

Anche i social agguerriti, tanti commenti pieni di rabbia e sgomento. “Mostrateci le facce di questi esseri!” “Ho paura che possano fare questo anche a mio figlio” “Come si può cadere in questi infami e miseri comportamenti?” sono solo alcuni esempi di come i social più popolari stanno rispondendo a queste notizie.

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