Il marito abusa della figlia e la moglie

approva le violenze? Entrambi rischiano
un nuovo processo
I due sono già finiti sotto processo dinanzi ai giudici in composizione collegiale, nei mesi scorsi, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, in un altro procedimento.
Rischiano un nuovo processo i genitori, già accusati di svariati episodi di violenza domestica ai danni della figlia di otto anni.
Il pm Stefania Mininni ha chiesto il rinvio a giudizio per la coppia leccese. Sarà il gup Michele Toriello a pronunciarsi sull’istanza, il prossimo 24 novembre. L’accusa per entrambi è di violenza sessuale aggravata, in relazione ad episodi risalenti al 2017. In continuazione con altri fatti per i quali la coppia è già finita sotto processo.
Al padre sono contestati una serie di baci, palpeggiamenti ed anche abusi sulla figlioletta con l’utilizzo di oggetti, fino a provocarle il sanguinamento. La madre, invece, avrebbe spesso assistito alle scena di violenza senza muovere un dito. Anzi, sostiene il pm, “avallando il comportamento del marito, dicendo alla bambina che in questo modo avrebbe imparato a comportarsi bene”.
Le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile, si sono avvalse della consulenza tecnica sul materiale informatico sequestrato, redatta dal dr. Claudio Leone. Inoltre, la bambina è stata ascoltata nell’ambito dell’incidente probatorio alla presenza della psichiatra Mariangela Pascale.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Roberto Rella e Fabrizio Pisanello. Invece, l’avvocato Simona Guido è stata nominata curatrice speciale della bambina.
Come detto, i due sono già finiti sotto processo dinanzi ai giudici in composizione collegiale, nei mesi scorsi, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nell’ambito di un altro procedimento, mentre il padre risponde anche di detenzione di materiale pedopornografico
fonte:leccenews24
Commento: Sarebbe stata proprio la scuola della bambina a segnalare il caso alla Procura per i minorenni: una maestra aveva notato che la piccola era piuttosto turbata ed era riuscita a farle svelare il motivo di quel disagio.
LA SCUOLA
TITOLARE DI UN OBBLIGO DI COLLABORAZIONE NEI CONFRONTI DELLO STATO NELLA
PROTEZIONE DEI SOGGETTI VULNERABILI EX ART. 31, comma 2°, Cost.
L’INSEGNANTE HA IL COMPITO DI FARSI TRAMITE E INTERPRETE DEI SEGNALI DI
DISAGIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI che possono funzionare come campanelli
d’allarme fatti suonare per tempo prima che la sofferenza diventi così grave da
rendere ancora più complicata la tutela del minore.«Spesso, anche la capacità di ascolto verso bimbi e adolescenti è limitata: quante volte si sarebbero potuti evitare orrori più grandi, se solo avessimo alzato il nostro livello di attenzione...».