"TOAMO E TÉÔMÌ - AMORE REALE E AMORE RELATIVO" è il nuovo libro del Professore Giuseppe Piluso, docente di sostegno e curatore di una collana per ragazzi dislessici presso la KIMERIK Edizioni, da sempre impegnato nell' inclusione sociale e nella promozione dell' uguaglianza.
Il libro: "Toamo e Téômì - amore reale e amore relativo" è un esperimento linguistico nel quale cerco di trasmettere attraverso le poesie dei nuovi termini dell' amore, non di totale invenzione, ma frutto di uno studio durato qualche anno. Andando ad illustrare i termini sono: "Toamo", "Téômì" e "Atoamo":
Il termine: “TOAMO”, è un esperimento linguistico; che rappresenta quello dell’amore reale e giusto tra due persone indipendentemente dal genere. Toamo unisce dentro sé quattro termini che, presi da soli stabiliscono alcuni gradi del bene e dell’amore che si prova o di cui si è il diretto interessato, ma insieme sono gli elementi che stabiliscono la solidità del sentimento interiore. I termini sono: “Ti voglio bene”, “Ti adoro”, “Ti desidero pienamente” ed in fine “Ti amo”.
• LE APPLICAZIONI
È meglio usare Toamo:
• Tra due persone che si vogliono bene in modo saldo, che si rispettano e si prendono cura l’uno dell’altra, quindi che si amano reciprocamente con fermo proposito di non, né umiliare e né tradire il proprio partner, bensì di proteggerlo contro tutto e tutti;
• Tra due innamorati convinti fortemente dell’amore, ma soprattutto del bene che si riceve e che si dà al partner, essi sono uniti forti e coesi, nonostante la vita li metta a dura prova;
• Dei genitori insieme o di ciascun genitore verso i propri figli e viceversa dai figli verso i propri genitori;
• Della donna o uomo consacrato verso la divinità e tutto ciò che gira attorno ad essa;
• Si può utilizzare solo tra persone di genere differente o uguale.
• Si deve utilizzare sempre al presente, poiché è un termine dell’oggi ed ora del momento.
• “TOAMISSIMO” è l’unico superlativo assoluto che è concesso.
È meglio non usare Toamo:
• In un rapporto che si può dire “Tossico”, dove uno dei due tradisce, umilia, e non protegge il suo partner, ma lo lascia a se stesso, esposto a derisione ed umiliazione da parte di terzi;
• Nel rapporto anche se affettivo tra un essere umano e un animale, qualsiasi esso sia, poiché è un termine troppo alto per essere utilizzato tra un uomo verso una creatura diversa dall’essere umano, anche se nobile come può essere ad esempio il cavallo o l’aquila;
• Nel rapporto tra un vivente e un estinto, poiché il termine è “dell’oggi e dell’ora e del momento”, quindi non può essere utilizzato tra un vivo e un morto anche se si è amato molto l’estinto (parliamo sempre di esseri umani);
• Nel rapporto tra un essere umano vivente ed un oggetto, poiché l’amore che si ha per esso, anche se caro, non può ricambiare, quindi il bene e l’amore non sussiste;
• Non si deve utilizzare mai al passato, ma nel qui ed ora, ovvero al presente.
• Meglio non utilizzare espressioni del tipo: “ti Iper Toamo”, “ti Stra Toamo”, “ti Super Toamo” per non svilirne l’alta nobiltà etica e morale.
Il termine: “TÉÔMÌ”, è un altro esperimento linguistico; e quest’altro termine propongo è quello dell’amore relativo, ovvero è un amore destinato a sgretolarsi, e i primi segnali sono fin da principio evidenti. Per esempio, chi non accetta quelle che sono le caratteristiche dell’altra persona e le vede come una debolezza e non apprezza i punti di forza del partner; se giunge un “non stare bene” o “un malessere” da parte di uno dei partner e l’altro partner non, la o lo accetta, rifiutando lo stare male in generale, non aiutando a risolvere il problema o non supportando, la o il partner colpito dal malessere; oppure vuole cambiare la o il partner, alle volte usando mobbing affettivi, trasformando ciò che era iniziato apparentemente bene in un incubo o comunque in un rapporto tossico.
Il termine: “ATOAMO”, è l’ultimo termine che fa parte dell’esperimento linguistico che concerne i termini dell’amore, che propongo assieme agli altri due, che abbiamo analizzato in precedenza. Quest’ultimo termine dell’amore, ATOAMO, è un “non amore”, che va oltre l’amore che si definisce tossico, e purtroppo rappresenta l’ultimo stadio di un qualcosa che è tutto tranne che amore, ma di un possesso malato, detto in maniera figurata è un “Amore Incolore” che non ha colore ma solo sentimento di prevaricazione, manipolazione, odio malessere e spasmodica bramosia di potere sul partner fino a farlo diventare succube fino o annientamento o auto annientamento del partner.
Il libro ha determinate caratteristiche che sono quelle di alta leggibilità sia per le ragazze e ragazzi Dislessici, che per Gli Ipovedenti, ma anche per tutte quelle persone che hanno difficoltà visiva.
Il libro è stato stampato secondo le direttive della Legge 170 del 2010, sulla dislessia; ed anche della Legge 138 del 2001, sull'ipovedenza.
È stato stampato con caratteristiche di alta leggibilità per una lettura diretta, intuitiva e autonoma, aperto e quindi un "Libro Aperto a Tutti, senza escludere nessuno".
Particolarità delle poesie: Leggendo troviamo anche alcuni refusi/ errori volutamente inseriti nel libro; uno dei tanti per esempio, a pagina 48, dove ho scritto: “su della macchina il tetto./ Ed è così,” nella poesia: “Amicizia - Tra uomo e donna”; “Ed” è congiunzione e non si usa dopo un punto; ho voluto adottare questo altro tratto stilistico, non evitando, ma applicando l’errore, affinché fosse fonte di “scoperta” ed anche di “creatività”, in modo tale da dare un’esperienza al lettore un po’ disordinata, ma “Vera e Viva”, sfruttando, almeno un po’, la grande forza e il potere dell’errore.
L' Autore è candidato al Premio Strega.
